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In questo blog troverete principalmente articoli su argomenti di neuropsicologia e psicologia clinica. Verranno approfonditi temi sulla sofferenza psicologica (ansia, panico, tristezza) della persona adulta, e temi inerenti i disturbi del neurosviluppo (disabilità intellettiva, autismo e problematiche cognitive e comportamentali) nel bambino e nell’adolescente. In questo articolo di benvenuto voglio darvi una panoramica delle discipline su cui si basano i temi trattati. Quindi di seguito troverete la definizione di neuropsicologia e psicologia clinica.

NEUROPSICOLOGIA

La neuropsicologia è una disciplina che nasce nella seconda metà dell’800 e si avvale oggi dei contributi di studi provenienti dalla neurofisiologia, neuroradiologia, psicometria, neurologia, psicologia, etc. Quindi essa è una scienza interdisciplinare, che indaga le relazioni tra funzioni mentali e cervello, studiando i deficit cognitivi, emotivi ed emozionali derivati da lesioni o disfunzioni cerebrali [1]. La neuropsicologia ha finalità sperimentali, quando è orientata a conoscere la struttura della mente e i suoi correlati neurali. La parte sperimentale si lega poi alla parte clinica che ha fini diagnostici e riabilitativi [1].

La neuropsicologia cognitiva adulta ha influenzato per un pò anche la neuropsicologia dello sviluppo, la branca che si occupa dei disturbi cognitivi durante la crescita dell’individuo. Tuttavia, applicare i modelli utilizzati negli adulti sui sistemi in via di sviluppo ha portato a delle difficoltà, in quanto la tipologia di deficit ha una natura diversa: il disturbo acquisito nell’adulto deriva da un danno in un sistema prima funzionante, mentre il disturbo evolutivo consiste in componenti del sistema cognitivo che non hanno mai avuto uno sviluppo adeguato [2]. Quindi, i modelli della neuropsicologia cognitiva dello sviluppo si sono differenziati, basandosi sull’osservazione di un sistema in via di sviluppo [2].

PSICOLOGIA CLINICA

E’ una disciplina sviluppatasi nel ventesimo secolo, che ha raggiunto il suo apice nel secondo dopoguerra. Ha fondato le sue radici sulle tradizioni psicometriche e dinamiche della psicologia. L’oggetto di studio della psicologia clinica è molto vasto, poichè comprende il funzionamento mentale e il comportamento umano [3] Nel tempo si sono sviluppati diversi orientamenti della psicologia clinica, ma piuttosto che fare un excursus storico di questa disciplina, vorrei qui illustrare delle caratteristiche che riguardano la pratica professionale dello psicologo clinico. Nel documento del Consiglio Nazionale dell’Ordine Nazionale degli Psicologi[4] la psicologia clinica viene definita come ambito di ricerca e intervento professionale che si serve di strumenti psicologici per agevolare e promuovere il benessere delle persone e la loro crescita cognitiva, emotiva e relazionale. Quindi, i campi di applicazione di questa disciplina sono diversi e sono centrati sulla prevenzione e l’ intervento nei casi di difficoltà emotive-comportamentali, disagio sociale, difficoltà di adattamento, etc.

RISORSE UTILI E BIBLIOGRAFIA
  1. Vallar, G., Papagno, C. (2007). Manuale di neuropsicologia. Clinica ed elementi di riabilitazione. Il Mulino, Collana “Manuali”[][]
  2. Vicari, S., Caselli, M.C. (2010). Neuropsicologia dello Sviluppo. Il Mulino[][]
  3. Lis, A., (1993). Psicologia clinica. Problemi diagnostici ed elementi di psicoterapia. Giunti Editore[]
  4. https://www.psy.it/allegati/aree-pratica-professionale/psicologo_clinico.pdf[]

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