Neuropsicologia clinica

La neuropsicologia clinica ha fini diagnostici e riabilitativi [1], pertanto nell’applicazione pratica di questa disciplina si possono distinguere due fasi principali: la valutazione neuropsicologica e la riabilitazione.

VALUTAZIONE

La valutazione neuropsicologica è il metodo di indagine della neuropsicologia clinica ed è composto da più fasi: fase anamnestica, testistica, e di restituzione [2]. Adesso approfondiamo un pò meglio cosa avviene in queste tre fasi della valutazione. Nella fase anamnestica tramite il colloquio con il paziente e/o i familiari vengono raccolti in modo dettagliato i dati che riguardano la vita recente e passata del paziente, rispetto alla sua storia medica, psicologica e cognitiva; nella fase testistica vengono somministrati test standardizzati che forniscono informazioni sul funzionamento cognitivo e permettono di quantificare con valori numerici la prestazione del paziente; nella fase di restituzione viene riportato al paziente ciò che il clinico ha valutato mettendo insieme i vari dati raccolti dai colloqui, dall’anamnesi, dall’osservazione del paziente e dai risultati dei test [2]. E’ Importante sottolineare che la suddivisione in fasi della valutazione è qui semplificata per far comprendere al lettore le parti principali, poichè sarà l’esperienza clinica del neuropsicologo a definire le caratteristiche essenziali di ogni fase (per esempio quali dati devono essere raccolti, quali test devono essere utilizzati, e come vanno date le comunicazioni ad ogni singolo paziente). 

RIABILITAZIONE

Nella fase di riabilitazione viene creato un progetto individualizzato in base alla valutazione, alle capacità residue del soggetto e alle sue potenzialità. La riabilitazione neuropsicologica assume quindi una forma sempre diversa per ogni disturbo trattato e per ogni singolo individuo, nonostante esistano protocolli riabilitativi sui diversi tipi di deficit derivati da specifiche ricerche scientifiche. Complessivamente la riabilitazione neuropsicologica è stata considerata come strategica nel ridurre la disabilità e nel favorire il reinserimento sociale nel caso di numerose patologie (traumi cranici, demenze, sclerosi multipla, etc.) [3]

APPLICAZIONI

La neuropsicologica clinica si applica ai disturbi cognitivi ed emotivi sorti dopo un trauma cranico o lesione cerebrale e in situazioni di demenza o invecchiamento fisiologico.
Trova applicazione anche nei disturbi dell’età evolutiva, tra cui disabilità intellettiva, autismo, disturbi specifici dell’apprendimento.

RISORSE UTILI E BIBLIOGRAFIA
  1. Vallar, G., Papagno, C. (2007). Manuale di neuropsicologia. Clinica ed elementi di riabilitazione. Il Mulino, Collana “Manuali”[]
  2. Mondini S., Mapelli D., Arcara G.,  (2009). La valutazione neuropsicologica. Carrocci Faber [][]
  3. Vallar, G., Cantagallo, A., Cappa, S., Zoccolotti, P., (2012). La riabilitazione neuropsicologica: un’analisi basata sul metodo evidence-based medicine. Disponibile su http://www.books.google.com[]

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